Non esiste vita senza sofferenza

La vita è una corsa ad ostacoli non esistono percorsi lineari. Ogni giorno affrontiamo continue prove: un contrattempo, un infortunio, una disgrazia.

Tutti noi vorremmo una vita tranquilla, ma le avversità sono sempre dietro l’angolo e sono necessarie per un corretto sviluppo psicosociale. Solo chi è capace di gestire il dolore riuscirà a crescere sotto un profilo umano.

Molte volte sento dire che l’esercizio del pensare è stancante e non porta da nessuna parte. Invece quando ne ho l’opportunità faccio notare, che tra pensare e preoccuparsi c’è una bella differenza. Trascorriamo molto tempo a rimuginare il passato, a ripensare ad episodi insignificanti, ad opportunità mancate, a persone uscite dalla nostra vita oppure siamo imprigionati da logiche materialistiche su persone e cose: ma questo non è pensare. Quando pensiamo male, siamo ostaggio dei nostri pregiudizi, e rischiamo di formulare pensieri parziali e banali, che inquadrano la realtà in modo distorto e ci provocano dolore.

Invece, se impariamo a pensare bene, forse avremo più possibilità di essere felici.

Le origini del dolore emozionale

Non vorrei sembrare troppo pessimistico ma se non gestisci bene i tuoi pensieri rischi di vivere una vita caratterizzata dall’eterno ritorno di dolore e noia. Il dolore emozionale ha smisurate origini, soffriamo per una serie infinita di fattori: soffriamo per le avversità, per la frustrazione, per la delusione, per il cambiamento, pregiudizi e proiezioni, soffriamo prima del tempo. Marco Aurelio, riteneva che la saggezza umana sta nel cambiare le cose che possono essere cambiate, nell’accettare quelle che non possiamo modificare e, cosa più importante, nel discernere le une dalle altre.

Purtroppo le avversità non sempre possono essere anticipate, la scomparsa di un caro, un licenziamento improvviso, una catastrofe naturale che porta via improvvisamente i nostri averi. Sono tutti aspetti della vita, da accettare con saggezza, certo, in quel momento rappresentano una fonte inesauribile di sofferenza ma dopo solo il pensiero positivo potrà aiutarci ad uscire dal dolore. Un’altra sorgente di dolore è la frustrazione di essere ciò che non siamo, interiorizziamo le aspettative degli altri. Ci formiamo un’idea del mondo che non ci appartiene. Il problema è che non sempre le nostre aspettative si compiono e questo genera una grandissima sofferenza.

Ogni qual volta abbiamo delle aspettative irreali rischiamo di vivere momenti di frustrazione e dolore. Molto meglio nutrire aspettative realistiche per risparmiare intuli fatiche e dolori.

Spesso soffriamo perché non vediamo la realtà così com’è ma così come la desideriamo e questo crea uno stato di delusione e sofferenza.

Le persone non sempre corrispondono alle nostre attese, a volte per comodo o necessità ci costruiamo un’immagine distorta delle realtà.

Speso si crea un vero e proprio meccanismo di autoinganno, riguardo alla nostra storia d’amore, al nostro lavoro, alle scelte e desideri, rispetto al nostro futuro. Preferiamo credere alle nostre elucubrazioni mentali piuttosto che vedere in modo lucido la realtà. Ma l’inganno in un modo o nell’altro sempre si disvela nella sua forma portando con sé una buona dose di sfiducia e sofferenza.

In alcuni casi soffriamo per un cambiamento, non riusciamo a metabolizzarlo, come scrive Tomás Navarro: “Esistono 3 tipi di cambiamenti: migliorativi, peggiorativi e incerti. Tante volte però l’esito del cambiamento è incerto, e sarà positivo o negativo in base a come lo gestiamo. Cambiare lavoro, partner o residenza non deve avere per forza conseguenze negative: se lo vivremo male non faremo altro che avverare le nostre peggiori paure”.

In ultimo, siamo capaci a volte di soffrire prima del tempo, la nostra mente è fantasiosa, spesso ci induce a pensare alle peggiori catastrofi, malattie e così finiamo di immaginare il nostro futuro con ansie e paure immotivate. Ricorda, è giusto essere previdenti, ma sentire prima del tempo un dolore che nel momento presente non c’è non ti permetterà di fronteggiarlo al meglio qualora un giorno dovesse presentarsi alla tua porta. Stare male prima del tempo è uno spreco di risorse mentali e fisiche.

Comprendere le origini della tua sofferenza è un passso decisivo per imparare ad essere felice.

Dopo questa lettura il mio consiglio del giorno è d’attivare un auto-dialogo interiore utile ad intercettare le origini del tuo dolore. Non è una cosa da rimandare a domani. Il mio invito è di non cliccare altrove, prenditi del tempo per te stesso, scegli un posto tranquillo dove appuntare su carta le tue primissime sensazioni. Passa all’azione, perché se non lo farai tu nessuno lo farà per te.

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Francesco Sassano

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