I nostri cervelli non sono stati costruiti per la razionalità


Il comportamento umano è principalmente irrazionale anche se il più delle volte siamo portati a pensare il contrario, il nostro cervello si è evoluto con obiettivo di creare certezza ed ordine. Per ogni essere umano è più facile pensare ad ogni aspetto che ci circonda come un luogo ordinato, dove la casualità non è distruttiva e le cose sono esattamente prevedibili. Per forza di cose i nostri predecessori hanno costruito un insieme di connessioni prevedibili utili a sfuggire all’assalto di predatori o avversità. Come quando al sopraggiungere del leone tra gli alberi, i nostri antenati riuscivano immediatamente a collegare il suo fruscio non ad una più comune folata di vento ma ad una possibile aggressione del predatore, senza questa connessione automatica la nostra specie non sarebbe sopravvissuta.

Pensieri lenti e veloci

Daniel Kahneman, in “Pensieri Lenti e veloci” spiega alla perfezione questo concetto, il “pensiero veloce” è ciò che permette di fuggire quando di fronte a te avverti la presenza di un pericolo, “il pensiero lento” è il modo in cui scegliamo di concentrare le nostre energie mentali verso un qualcosa.
Lo psicologo Gary Marcus, scrisse “Il nostro pensiero può essere diviso in due flussi, il primo è veloce, automatico e in gran parte inconscio, l’altro lento, deliberato e giudizioso”. Il primo sistema, “Il sistema riflessivo, sembra fare le sue cose rapidamente e automaticamente, con o senza la nostra consapevolezza cosciente.
Il secondo sistema, “Il sistema deliberativo…decide, valuta i fatti” (Gary Marcus, L’ingegneria approssimativa della mente umana, Codice Edizione)
L’elaborazione automatica delle informazioni, tipica del pensiero veloce, ha origine nelle parti più antiche del cervello, tra cui il cervelletto, i gangli della base e l’amigdala. I pensieri lenti, ossia la parte della nostra mente riflessiva operano al di fuori della nostra corteccia prefrontale. Quest’ultima non controlla la stragrande parte delle nostre decisioni che siamo chiamati a prendere ogni giorno, come dire è già sovraccarica e chiedere di più sarebbe inutile.
Comprendere questo concetto, è fondamentale per capire che il nostro cervello non può essere cambiato, per intenderci, la nostra mente riflessiva utilizza delle scorciatoie che ci permettono di affrontare la routine in modalità automatica. Queste scorciatoie, ci tengono in vita ma hanno dei costi. La nostra sfida è comprendere i limiti entro i quali si muove il nostro cervello, e partendo da queste considerazioni attuare delle strategie decisionali per far sì che le nostre menti riflessive agiscano in accordo con le nostre intenzioni più razionali.

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Francesco Sassano

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