“Quando inizia la felicità” di Gianluca Gotto

“Non siamo noi a trovare la Verità. È la Verità a trovare noi. Dobbiamo solo prepararci. Si può invitare un ospite che non si conosce? No. Ma si può mettere la casa in ordine, così che, quando l’ospite arriva, si è pronti a riceverlo e a conoscerlo.” di Tiziano Terzani.

Forse anche Gianluca Gotto prima di scrivere “Quando inizia la felicità” si sarà ispirato alla frase di Terzani sull’importanza d’andare incontro alla Verità. Il viaggio di Gianluca Gotto, inizia da lontano le prime tracce sono ben visibili nel suo romanzo d’esordio “Le coordinate della felicità”. Lì incontriamo un Gianluca, ventenne, sbarbato che lascia Torino zaino in spalla per raggiungere l’Australia. Ad aspettarlo è un futuro incerto, non a caso Gotto riflette e scrive: “Nemmeno con tutta la fantasia che possedevo potevo immaginare che dieci anni dopo sarei stato su un’isola thailandese durante una pandemia globale a scrivere il mio terzo libro”.

Il filo conduttore che lega i due romanzi, è forte.  In “Quando inizia la felicità” Gianluca è cresciuto, ha trenta anni, non è più lo scrittore emergente degli esordi ma è un autore riconosciuto e apprezzato dal grande pubblico, il legame con Claudia è ancora più solido dopo la nascita di Asia. La rivoluzione personale partita da Torino è un viaggio inarrestabile, una continua scoperta di luoghi, persone e confronti che lo avvicineranno al buddhismo. Insomma il ragazzo incerto e imberbe degli esordi ha lasciato il posto ad un uomo più maturo che con il tempo ha raggiunto un buon numero di consapevolezze.

 
Cosa troverà il lettore all’interno di “Quando inizia la felicità”?

All’interno del libro sarà possibile trovare una raccolta di domande. Si, domande. Basta aprire l’indice e al posto dei titoli dei capitoli troveremo una serie di domande con tanto di punto interrogativo. Sono domande inusuali a volte anche scomode. Domande che possono aprire a sconfinate riflessioni. “Quando inizia la felicità” è un libro da leggere ancora meglio se in compagnia, durante una seduta di libroterapia. Gianluca Gotto, apre ogni capitolo condividendo le domande che lo hanno accompagnato durante il suo percorso di Crescita Personale. È un libro ricco di spunti e riflessioni, un libro utile anzi utilissimo per chi è intenzionato a confrontarsi con un cammino di vita non convenzionale così come fino ad oggi è stata la vita di Gianluca Gotto.

L’autore torinese, come sempre descrive le sue storie di vita con semplicità e naturalezza, il suo scrivere è ricco di metafore. Molte delle quali apprese dai maestri zen incontrati nei suoi innumerevoli viaggi in Oriente.

 
Le domande di Gianluca Gotto

Scrive Gianluca Gotto: “Sono le domande a essere universali. Si trovano al di sopra di ogni dualismo. Infatti, se è vero che esistono risposte giuste o sbagliate, non esistono domande buone o cattive. Le domande sono strumenti che chiunque può utilizzare, in qualsiasi situazione, per arrivare a delle risposte che varranno solo per quelle persone, in quel momento”.

 
Per quanto riguarda le risposte?

No, le risposte non ci sono nel libro. Le risposte ognuno dovrà ricercarle a modo suo così come ha provato per tentantivi e sbagli Gianluca Gotto, le “coordinate della felicità” non sono uguali per tutti. L’autore prova in tutti i modi a spiegarci che siamo tutti uguali ma diversi tra di noi, e quindi un consiglio da qualunque parte provenga potrebbe essere valido e buono per me ma non per te.

Insomma, se sei alla ricerca di risposte definitive e certe il libro di Gotto non fa per te, correresti il rischio di restare deluso a fine lettura.

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