Scegli il tuo rifugio

A volte la vita è ricca di insidie. Sentiamo la necessità di ricercare un rifugio. Tu, conosci il tuo? Potrebbe trattarsi del tuo orsacchiotto preferito, di un semplice caffè al bar sotto casa, di una giornata al mare, o l’ascolto di una vecchia canzone.

La vita è fatta di momenti difficili, ferite, ansie ma per fortuna anche di tante esperienze positive. Però a volte ci sentiamo spaesati, siamo come Hansel e Gretel nel bosco. Ma a pensarci bene è solo l’abbandono nel bosco che costringe i due protagonisti della favola dei fratelli Grimm a tirar fuori tutte le proprie risorse e capacità. Le difficoltà fanno crescere. Non avvengono per caso. C’è un famoso detto, che recita: “Un mare calmo non ha mai fatto un buon marinaio”. Sei come sei, sei quello che sei, in base a ciò che hai vissuto e rispetto a tutto quello che sceglierai di vivere. Siccome capita a tutti prima o poi di finire momentaneamente dispersi nel bosco della vita. È giusto allenarsi a trovare le giuste contromisure.

Per me esistono anche rifugi intangibili, ci arrivo solo con il pensiero

A volte mi sfiora il ricordo di quello che ho vissuto da piccolo. Tanto per dirne una: ricordo piacevolmente le giornate all’oratorio insieme ai miei amici delle scuole elementari. Iniziavamo a giocare a pallone dalle prime ore del pomeriggio. Il caldo estivo, il sole cocente non erano un problema. Si giocava fino a sera.  Bastava poco per renderci felici. Si partiva presto per essere i primi ad occupare il campetto, subito dopo con i presenti organizzavamo le varie squadre. Si prendeva a calci una palla mezza bucata, si improvvisavano le porte con zaini, bottiglie o sassi. Si giocava fino allo sfinimento. Le nostre ginocchia sbucciate per colpa delle rocambolesche cadute sul campo d’asfalto non fermavano le nostre corse. Soltanto la voce di Don Franco che risuonava dal megafono, richiamandoci al momento della preghiera ci obbligava ad una pausa. Una volta arrivata la sera, sudati all’inverosimile tornavamo a casa stanchi ma felici.

Tutto questo per dire che basta un attimo per pensarci sopra e chiunque può tornare con la mente ad un bel pensiero oramai lontano. Un rifugio mentale per risintonizzarci con noi stessi e per essere più positivi.

Il mio consiglio, è quello di ritagliarti dei momenti durante la giornata per riportare a galla gli attimi, le giornate più piacevoli della tua vita. Concentrati sulla sensazione di benessere che può darti il ritornare nel tuo rifugio mentale, stacca lo smartphone e riparti da lì. Meglio ancora se riesci a dargli un nome. Del tipo: “Io trovo rifugio in..”.

Raduna tutte le tue emozioni, lasciati vivere da quello che senti nel tuo profondo, dentro di TE.

Se riesci a fare questo esercizio, una o più volte, vedrai che verranno fuori i nomi dei diversi rifugi. Raccoglili, stila un elenco. Entraci e lascia entrare chi desideri. Il rifugio sarà la tua ricarica positiva nei momenti più tristi.

Però, fai attenzione, ci sono delle controindicazioni nel fare questo tipo d’esercizio.

Tornando alla favola di Hansel e Gretel, ad un certo punto nel bosco trovano la casa di marzapane. Fatta dal tetto di cioccolato, qui i bambini, trascinati dalla fame mangiano la casa che potrebbe dare loro rifugio ma che in realtà cela l’inganno della strega cattiva.

Per questo, è fondamentale concentrarsi bene. Se scegli un rifugio intangibile. Seleziona, bene i tuoi pensieri. Non tornare nella casa di marzapane. Evita di rimuginare il passato. La mente è un nemico invisibile. Ti spinge nel rifugio sbagliato. Cerca e ritrova il rifugio nelle persone, nelle cose, e nelle esperienze che più ami.

Tabella dei Contenuti