Siamo una molteplicità di piccoli Io

La ricchezza umana è nella sua varietà:

Vivere in un paese piuttosto che in un altro contribuisce alla nostra visione del mondo, viaggiare ed entrare in contatto con nuove esperienze può plasmare il nostro modo di essere e avvicinarci a nuove prospettive di vita.

Gli esseri umani si somigliano ma si differenziano anche per una vastità di letture del mondo, credenze ed atteggiamenti diversi tra di loro.

Ma si differenziano anche per una vasta diversità di idee, atteggiamenti, credenze, letture del mondo. Da un paese all’altro e da una regione all’altra all’interno dello stesso paese, le idee sono diverse, come lo sono fra gruppi diversi, classi sociali diverse, aree culturali diverse. Questa varietà è una ricchezza immensa. È il terreno fertile da cui scaturiscono le nuove idee. Impariamo e arricchiamo il nostro pensiero continuamente incrociando diversità. La nostra realtà sociale non è fatta di individui, classi, Stati e nazioni. È fatta del tessuto delle relazioni fra queste entità.

Cerchiamo avversari invece di collaborare:

Il nostro limite più grande è non sfruttare la ricchezza della diversità umana non a caso siamo sempre alla ricerca di nuovi avversari su cui prevalere o da cui difenderci, invece di collaborare per il comune vantaggio.

La molteplicità dell’Io

Come ho già espresso: “Le nostre idee hanno origini all’interno del nostro gruppo di riferimento, piuttosto che dalla nostra razionalità individuale, e ci atteniamo il più delle volte ai miti e alle narrazioni sciolinate dalla nostra comunità di appartenenza per senso di lealtà”.

Il dato è il seguente: siamo una molteplicità di Io, le relazioni sociali contribuiscono a costruire la nostra identità sociale. Ci insegnano, che ciascuno di noi, è un individuo, un’unità indivisibile sempre coerente con sé stessa, ebbene questa convinzione è una vera e propria illusione. Da un punto di vista psicologico, è impossibile parlare di un Io lucido e coerente, sempre d’accordo con sé stesso capace di affrontare la propria vita in modo lineare. Colamedici e Gancitano, nel loro manuale Prendila con Filosofia, sostengono: “non esiste un solo Io dentro di noi, ne esistono tantissimi, e c’è una grande differenza tra quello di cui facciamo esperienza e quello che ricordiamo e ci raccontiamo”.

Ci sei tu alla guida della tua vita?

La Sociologia relazionale di Donati, ci spiega quanto le relazioni sociali sono determinanti alla costruzione del proprio sé, le reti sociali determinano le nostre scelte culturali, spirituali, politiche di vita in generale.

Di riflesso all’interno di ogni essere umano, abitano più voci interiori, le stesse sono lo specchio delle nostre esperienze passate, e di come proviamo a rispondere al presente. Non esiste un Io, inteso come un monolite coerente, anzi il più delle volte non conosciamo neanche i tanti Io che coabitano dentro di noi. In realtà esistono tanti piccoli Io che non riescono a mettersi d’accordo, ognuno crede di essere la totalità, e prova a prevalere sugli altri.

Rimetti ordine dentro te stesso:

Chi non riesce durante il corso della propria vita a fare ordine dentro di sé, a riconoscere i tanti Io, istaurando un dialogo interiore compassionevole con essi rischia di farsi trascinare dagli eventi della vita.

Il più delle volte, siamo portati a dire: “io sono” – “io faccio” – “io voglio” ma non riconosciamo le forze inconsapevoli dietro a queste nostre istanze.

Siamo il prodotto dell’ambiente in cui siamo cresciuti, degli ambienti che abbiamo frequentato, degli stimoli ricevuti e della manipolazione mediatica alla quale siamo sottoposti.

L’essere umano, il più delle volte è addormentato, non ha il benchè minimo controllo delle forze interne che gli suggeriscono di amare, odiare, desiderare, invidiare. Senza il controllo del proprio sé non saremo mai capaci di riconoscere i nostri pensieri, e, di bloccare il pilota automatico.

Il passaggio fondamentale è riconoscere un aspetto strutturale dell’essere umano, ossia siamo il più delle volte incoerenti. La nostra incoerenza, non è un problema, bensì è una nostra risorsa perché ci permette di affrontare strade nuove nel momento in cui riconosciamo i nostri errori.

Riconosciti nei ruoli che interpreti:

Osserva il tuo passato e prova ad avere un atteggiamento d’ascolto nei confronti dei tuoi molteplici Io.

Immagina la tua vita come un film in cui hai avuto la possibilità di recitare più ruoli, ripensali in questo modo: quanti sono? E soprattutto: chi sono?

Ad ogni personaggio della tua fiction e quindi dei tuoi Io, attribuisci un nome, perché ogni Io non si rende conto di star interpretando un ruolo, ma si identifica totalmente in esso: l’amico, l’insegnante, il medico, il padre, il figlio.  Come ci suggeriva Goffman con il suo modello drammaturgico, poni l’attenzione su quanti personaggi interpreti nel tuo quotidiano.

Non li censurare, mettili in ordine, ascoltali dentro di te, fai un censimento di quanti Io abitano dentro di te.

Così facendo ascolterai tutte le parti interne, comprese quelle infantili o spaventate, senza assecondarle ti incamminerai verso il sentiero che conduce ad essere leader di te stesso, ad avere il pieno controllo delle tue emozioni. Provaci, fallo per davvero. Non è una pratica facile: ci vuole tempo, coraggio ed impegno. Per usare le parole di Marco Aurelio: “Osserva cosa esige la tua natura, giacchè solo dalla natura sei governato”.

Non bisogna mai smettere di conoscersi, mai smettere di conoscere nuovi parti di sé. Il segreto della felicità è nel convivere con più voci incoerenti e contrastanti. Riuscire a non farsi sopraffare dal brusio di quelle parti più malefiche e distruttive, a mio avviso – è già un gran bel risultato -.

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Francesco Sassano

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