Società della seduzione: piacere e colpire

La vita amorosa si è liberata dalle limitazioni del passato, se gli esseri umani si piacciono non esistono più vincoli o ostacoli alla loro unione. Sono state completamente abbattute le consuetudini morali di un tempo non troppo lontano.

La seduzione interpersonale si è svincolata dalla stretta delle tradizioni, dei gruppi e della famiglia. All’interno di una società premoderna, le tecniche di corteggiamento erano prese molto sul serio perché per molte persone il matrimonio rappresentava l’operazione economica più significativa della propria vita. Oggi viviamo in un mondo totalmente diverso. Eppure è trascorso solo mezzo secolo dalla rivoluzione sessuale degli anni Settanta ma il campo delle relazioni affettive ha subito enormi cambiamenti.

Per uomini e donne, non è facile muoversi nel “mercato dell’amore” sono numerosi i fattori a plasmare la società della seduzione. Si può capire una situazione specifica soltanto quando si riescono a comprendere le tensioni del mondo circostante. Nulla è slegato dagli eventi culturali, politici ed economici. Vivere in coppia oggi è molto più difficile rispetto al passato. Prima quando né separarsi, né essere single erano opzioni socioeconomiche valide, la coppia assumeva la forma di un monolite, il legame era indissolubile, niente e nessuno metteva in discussione unione coniugale. Oggi sono tutti d’accordo sul fatto che i figli sopravvivono al divorzio e che una separazione sia preferibile ad un matrimonio senza amore.

I valori sono cambiati, le famiglie anche e l’idea di “poter trovare sempre qualcosa di meglio” caratteristica principale della società della seduzione, cospira contro la felicità della coppia. Il mercato dell’amore, non ha regole, ognuno di noi sceglie in modo autonomo ed individuale il proprio partner senza interferenze esterne. Secondo, la sociologa Eva Illouz, ci troviamo continuamente a comparare il nostro partner non solo con coppie di amici e conoscenti, ma anche con una specie di candidato ideale che potrebbe essere “lì fuori” ad aspettarci.

Le relazioni amorose

La contemporaneità come ci ha insegnato, il sociologo Bauman, è caratterizzata da uno stato di liquidità, da intendersi come mancanza di certezze assolute e priva di punti di riferimento.Questa condizione si è abbattuta anche nel campo delle relazioni affettive, rendendole instabili e fugaci, fragili ed incerte. Secondo Bauman, il disfacimento delle relazioni affettive è causato dalla società dei consumi, che ha trasformato l’uomo in un essere mosso dal desiderio di possedere e consumare beni, e di disfarsene subito dopo il consumo.

Allo stesso modo trattiamo le relazioni, quando sentiamo il peso del vincolo, siamo invogliati a disfarcene. Come afferma il noto sociologo, siamo: “Quindi ansiosi di instaurare relazioni, (ma) al contempo timorosi di restare impigliati in relazioni stabili, poiché paventano che tale relazione possa comportare oneri e tensioni che non vogliono né pensano di poter sopportare e che dunque possa fortemente limitare la loro tanto agognata libertà.”Il divincolarci da una relazione ad un’altra, ci porta ad essere dei continui esploratori d’amore, tutto ciò può comportare uno stato di frustrazione perché delude le nostre aspettative rispetto all’amore eterno.Se prima l’amore romantico, basato sulla disuguaglianza, non prevedeva modifiche dopo il matrimonio. Una donna degli anni Quaranta, chiedeva molto meno di quello che pensa di meritare oggi una donna contemporanea, gli amori di un tempo erano più solidi perché erano fondati sull’ipocrisia e sulla disuguaglianza. A differenza del passato, le relazioni moderne sono oggetto di continua contrattazione, la logica del mercato pervade anche le relazioni amorose. Secondo Anthony Giddens, è lo scambio a determinare il destino della relazione in quanto: “ciò che tiene in piedi la relazione pura è l’accettazione da parte di entrambi i partner, fino a nuovo avviso, del fatto che ciascuno trae dei benefici per cui vale la pena di continuare la relazione”.L’amore romantico si fonda sulla disparità dei sessi, la donna è dipendente dall’uomo, l’amore convergente, invece non richiede nessuna dipendenza anzi promuove indipendenza del Sé. La relazione amorosa convergente è una relazione emotivamente e sessualmente egualitaria e dura fino a quando le parti ne ricavano rispettivi benefici.

Sei tu impresa di te stesso

Al di là di ogni aspetto psicologico, la relazione amorosa è una relazione sociale, uno scambio, tra due persone che non sono avulse dal cotesto sociale di appartenenza.

Nel capitalismo contemporaneo, il lavoro è incerto ed insicuro, oggi tutti corriamo il rischio di perdere il lavoro, il nostro status sociale, di cambiare casa e residenza di uscire dal sistema.

I legami con i nostri colleghi sono slegati dalla solidarietà ed appartenenza di classe e sono sempre più competitivi, l’uomo contemporaneo si è fatto impresa di se stesso e le imprese non hanno colleghi ma concorrenti.

In questo stato di cose, una promessa d’amore o una firma su un foglio, non bastano a tenere unita una coppia, tutto si può rompere in qualunque momento della vita. Giusto o sbagliato, è un dato reale dei nostri tempi.

Tutto questo per dire che la tranquillità affettiva che sogniamo, l’illusione di sicurezza che aspiriamo, è una fantasia dalla quale dobbiamo liberarci.

Per forza di cose nel prossimo futuro, sarà necessario costruire un nuovo paradigma una nuova modalità di concepire l’amore e le relazioni. Sarà necessario costruire legami affettivi consensuali che per forza di cose abbiano una certa flessibilità. Non conosco cosa ci riserverà il futuro ma quel che è certo e che qualcosa sta per cambiare e presto cambierà.

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Francesco Sassano

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