Sto imparando a volermi bene: camminare senza aspettative

Con il tempo ho imparato che più accumuli aspettative e maggiore sarà il rischio di esserne inghiottito. La maggior parte delle nostre sofferenze emotive sono causate dalle aspettative, è umano averle ma è più intelligente saperle gestire. Il pericolo maggiore è quando ti convinci di avere fatto molto per una determinata persona e di conseguenza ti aspetti o peggio pretendi altrettanto. In quel preciso istante, c’è un punto di rottura, la delusione per la mancata corrispondenza emotiva ti fa soffrire. E quindi, come la mettiamo? Qual è la migliore cosa da fare? Premetto, che non esistono formule magiche. Ogni situazione è a sé. La mia filosofia è semplice, non mi aspetto niente e accetto tutto. Quest’approccio mi rende la vita più facile. Se prima trascorrevo del tempo a discutere o arrovellarmi, oggi non lo faccio più. Oggi accetto più facilmente il risultato finale.

In primo luogo perché non ho intenzione di sprecare il mio tempo con chi non ha intenzione di ascoltare e allo stesso tempo ho compreso che non è giusto imporre il mio punto di vista. Inoltre ho imparato che è del tutto inutile rispondere alle provocazioni, consegnarmi all’altra persona, ribattere colpo su colpo. Sto imparando a non rispondere, a restare in silenzio. Perché più passa il tempo è più sono consapevole che non posso piacere a tutti, e, che non è un mio compito ricercare il cambiamento degli altri e soffrirci se questo non avviene. Ognuno ha il suo cammino e il suo passo. Da parte mia ho un’unica possibilità: concentrarmi sul mio percorso. Da bravo atleta posso accelerare quando sento d’avere più gamba e fermarmi a respirare quando sento i polmoni scoppiare. Decido, io. Al contrario non posso scegliere il ritmo per gli altri.

Ritorno su questo punto, perché importante: la cosa migliore da fare è impegnarsi su tutti i fronti all’inverosimile senza aspettarsi nulla. Se prima trascorrevo del tempo a discutere, mi impegnavo più del dovuto a dibattere, in alcuni casi a imporre il mio punto di vista. Oggi non lo faccio più. Prima di tutto perché non ho intenzione di sprecare il mio tempo con chi non ha intenzione di ascoltare. E subito dopo perché ho imparato che alla fine chi mi vuole ferire il più delle volte se la passa peggio di me. Non vale la pena concentrarmi sullo scontro piuttosto provo a capire su cosa posso fare oggi per essere una persona migliore domani. Sto scegliendo di vivere così. Sto costruendo la mia serenità, perché dopo tutto è la cosa più importante di cui tutti ne sentiamo il bisogno.

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