Torniamo a chiederci: Come stai? Cosa ti serve?

Ci pensavo l’altro giorno. La nostra quotidianità è fatta di mille informazioni e messaggi. Ne leggiamo così tanti. Frasi, emoticons, e citazioni. Tanto che a fine giornata ci stropicciamo gli occhi dopo aver scrollato compulsivamente le ultime notizie.

Eppure, non troviamo il tempo per chiederCi: Come stai? o Cosa ti serve?

Se il «Come stai?» è diventata una domanda, poco gettonata. Peggio ancora il «Cosa ti serve?».

Come mai abbiamo quasi smarrito quest’abitudine?

Certamente, i tempi sono cambiati. Le nostre case sono stracolme di cibi preconfezionati e non, ed a nessuno passa per la testa di preoccuparsi di sapere se una persona necessita di qualcosa per vivere. Non è stato così per i nostri nonni, per loro era importante domandare, se ci fosse bisogno di un qualcosa.

Le domande, «Cosa ti serve?», «Come stai?» appartenevano al loro DNA, di uomini e donne, che avendo vissuto gli stenti della Guerra conoscevano bene le sofferenze della fame. Sembra paradossale, più hai, più rischi di essere insensibile.

Troppo spesso dimentichiamo che una persona la senti vicina quando ti preoccupi per Lei. È piacevole sapere che dall’altra parte c’è chi emotivamente pensa a Te. Anche se hai la fortuna di rispondere: “Grazie, ho tutto! Non mi manca niente in dispensa”.

Francesco Sassano

Francesco Sassano

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