Trattato di Pace

In queste ore, c’è chi continua ad uccidere, esce di casa per fare la guerra ma con la guerra il problema non si risolve. La storia ci ha insegnato, che i conflitti bellici hanno seminato solo morte e distruzione, hanno aumentato l’odio e moltiplicato le vendette. Di fronte a queste immani tragedie, ci sentiamo inermi e indifesi, ad ogni modo nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa di grande. Almeno Noi, possiamo evitare di restare imprigionati nel rancore della discordia.

È nostro compito, prenderci cura della nostra rabbia.

È possibile, osservare la rabbia, identificare la fonte della nostra sofferenza.

È decisivo partire da noi stessi, allargando il tutto: alle nostre famiglie, al nostro partner, ai nostri amici e vicini.

Anche la psicologia ha dimostrato, che l’altra persona è solo una causa secondaria della nostra rabbia.

Il monaco buddhista, Tchich Nhat Hanh, suggerisce di sottoscrivere un vero e proprio Trattato di Pace, con noi stessi e con gli altri.

Diciamo:

“Caro/a, so che c’è un seme di rabbia in te. So che ogni volta che annaffio quel seme tu soffri e fai soffrire anche me. Faccio quindi voto di astenermi dall’innaffiarlo. Lo prometto. Naturalmente prometto anche di non innaffiare i semi di rabbia in me. Per favore, caro/a, puoi assumerti lo stesso impegno? Nella tua vita quotidiana, per favore, non leggere, non vedere e non consumare nulla che innaffi i semi della rabbia e della violenza in te. Sai che ho in me un seme di rabbia abbastanza grande, e ogni volta che tu annaffi quel seme con certe parole o azioni, io soffro e faccio soffrire te. Cerchiamo quindi di essere intelligenti e di non innaffiare i nostri semi di violenza e rabbia”.

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Francesco Sassano

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