Una società senza padri è una società senza eredi

 

Nel 1963, il medico e psicoanalista tedesco Alexander Mitscherlich, scrisse un testo ancora attuale, intitolato “Verso una società senza padre”.

 
La società senza padre

 

 

 
Il conflitto con i padri

 

Il conflitto con i padri o meglio la resa dei conti ha avuto il suo inizio alla fine degli anni ’60. Il modello patriarcale si è sgretolato. La figura paterna, autoritaria e violenta è stata accantonata, marginalizzata e processata. La cultura ha vinto sull’arroganza, sulla violenza, sulla forza più bruta. Il sistema legislativo si è adeguato ai cambiamenti sociali. L’emancipazione femminile, la rivoluzione culturale con l’affermazione della cultura capitalistica hanno messo in ginocchio quel padre autoritario. Tranne rare eccezioni quel modello di famiglia è archiviato. Se ne può recuperare memoria sfogliando i nostri album di famiglia quelli dai bordi ingialliti dal tempo e raffiguranti antenati e paesaggi in bianco-nero.

 

Dal conflitto all’invidia: padre-figlio

 

Per tornare a Mitscherlich la società senza padre ha superato il conflitto con il padre, è una società in cui c’è una totale svalutazione del padre, non c’è alcun investimento affettivo. Il modello patriarcale è stato sostituito da quello fatriarcale, non esiste alcuna gerarchia padre-figlio piuttosto il sistema capitalistico con tutte le sue svariate ingiustizie ha esasperato la competitività orizzontale ed ha posizionato sullo stesso livello padre-figlio. Oggi il conflitto principale è nell’invidia del figlio nei confronti del padre che ha avuto molte più opportunità e chance. I padri hanno goduto di tempi economici più floridi. Gli stessi hanno potuto costruirsi un futuro, una famiglia, un reddito. I figli hanno perso diritti, lavoro e sono costretti a vivere in un precariato affettivo che marginalizza la figura del padre, la indebolisce ogni giorno di più. Il padre è sostituibile. In alcuni casi, c’è chi rivendica l’inutilità del padre anche da un punto di vista fecondativo. Per il sistema economico il padre diventa anche un concorrente sul mercato del lavoro rappresenta un agente scomodo da sopprimere, da rottamare o emarginare.

 

Questa spaccatura generazionale è sempre più evidente

 

D’altronde non siamo eredi dei valori dei nostri padri ma non siamo neanche intenzionati a lasciare eredi. Una generazione senza eredi, è una generazione senza figli. E dove ci sono i figli, questi sono costretti a partire per cercare lavoro, per cambiare orizzonte. La denatalità e l’immigrazione, sono manifestazioni lampati di quanto ho descritto sopra. Ogni vita va per sé. Ogni vita è scollegata da quel passato. I nostri figli si sentono figli del loro tempo, non dei loro genitori, dei loro paesi d’origine. Non a caso si interrompono tradizioni, saperi e pratiche antiche.

 

Breve conclusione

 

Ma attenzione l’uomo non è, l’uomo diventa, a differenza degli altri animali l’uomo ha bisogno di essere educato per sapere come difendersi e come amare. L’uomo ha bisogno di un padre e di una madre. Di conseguenza non dovremmo aspirare a sopprimere il vecchio con il nuovo, piuttosto si dovrebbe ragionare su come integrare, immedesimarci e ricordare i nostri padri.

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