Vivere in Superfice: “io sono”, “io faccio”, io voglio”
Trascorriamo metà della nostra esistenza a lamentarci della brevità della nostra vita senza renderci conto di quante energie sprechiamo nel girarci intorno.
Siamo sicuri di avere il pieno controllo dei nostri pensieri?
Crediamo di aver sviluppato una personalità autentica ed invece sottovalutiamo alcuni elementi importanti. Non consideriamo che siamo il prodotto degli ambienti in cui siamo cresciuti, degli stimoli che abbiamo ricevuto, della manipolazione mediatica e sociale alla quale siamo stati sottoposti.
Continuiamo a vivere in superfice tutte le volte che viviamo solo ed esclusivamente della nostra immagina riflessa. Per intenderci è quell’atteggiamento di chi di fronte al suo specchio continua a ripetere una serie infinita di Io: io sono, io faccio, io voglio.
Crediamo di avere un Ego unitario, pensiamo di poter governare la nostra vita e quella degli altri ed invece un bel giorno ci accorgiamo che la nostra immagine è inautentica. Poi un bel giorno finalmente scopriamo che abbiamo una serie infinita di false personalità trainate da desideri ed emozioni. A quel punto entriamo in crisi.
Le possibilità sono due: 1) ci giudichiamo sbagliati o 2) giudichiamo gli altri superficiali.
Per non finire in questo vortice, per non essere schiavi delle nostre emozioni, indotte dal nostro sistema sociale è necessario non fermarsi alla superfice del problema: per questo oggi più di ieri, è fondamentale iniziare a pensare in modo alternativo e laterale.
Con questo breve riflessione, cosa voglio dirti?
Se non provi ad intercettare le esigenze dell’Altro cercando di comprendere le sue sofferenze più profonde non riuscirai mai a capire: chi è, quanto è diverso o vicino a te.