Vivete come pensante

Quanti di voi sono condizionati dalle trappole della mente? I nostri pensieri rispecchiano il nostro modo di vivere. Se restiamo perennemente intrappolati nei pensieri negativi ereditati o appresi senza mai metterli in discussione rischiamo di vivere una vita condizionata da situazioni già viste come quando abbiamo impressione di rivivere le solite esperienze di dolore e rabbia, frustrazione e rancore, invidia e paura. Ti è capitato? Forse sono cambiati i tempi, i luoghi e gli interpreti ma le sensazioni quelle no si ripresentano con la stessa carica e continuano a ferirti. Sì, a volte tornano, si ripresentano – bussano alla nostra porta – è giunto il momento di rispondere alla chiamata, di assumersi la responsabilità di decifrare i nostri pensieri negativi e modificarli.

Per pensare in modo positivo dobbiamo compiere dei piccoli passi, di autoconsapevolezza, non si può pretendere di cambiare senza ridiscutere i parametri dei nostri pensieri. La vita potrebbe essere più appagante se solo riuscissimo a comprendere i meccanismi utili a pensare meglio creando i presupposti per sprigionare pensieri positivi.

Siamo quello che pensiamo

Se pensiamo male di conseguenza anche la nostra vita non sarà appagante, pensare male influirà sul nostro lavoro, metterà a rischio i nostri rapporti sociali e con il mondo circostante. Non a caso quando siamo molto negativi le frizioni con il nostro partner, con i nostri figli ed amici aumentano non diminuiscono. Abbiamo bisogno di un pensiero che ci aiuti invece di limitarci; un pensiero che ci liberi invece di opprimerci; un pensiero che ci guarisca invece di farci ammalare. Siamo inconsapevoli del fatto del fatto che i pensieri possono anche impedirci di vivere bene. Non possiamo credere a tutto quello che pensiamo, o meglio è necessario selezionare i nostri pensieri: il segreto consiste nel riconoscere i pensieri che ci aiutano e quelli che ci limitano.

Il problema di base è che molte volte non ammettiamo di pensare in maniera sbagliata, anzi ci capita spesso di essere orgogliosamente fermi su certe posizioni. Ci vorrebbe semplicemente maggiore consapevolezza per varcare la linea di confine che ci impedisce di raggiungere i nostri obiettivi senza piagnucolare. Come scrive Tomàs Navarro in La via del pensiero positivo: “I pensieri possono garantirvi un futuro, ma anche ancorarvi al passato. Sono loro il perno della vostra sicurezza, della vostra libertà e della vostra felicità. Siamo quello che pensiamo, ma molte delle cose che pensiamo possono essere assolutamente trascurabili. Siamo quello che pensiamo, ma ciò che avviene nella vostra mente non è necessariamente reale.”

Siamo esseri razionali?

La più nota definizione classica dell’uomo è quella di Aristotele in cui definisce l’uomo “animale razionale” che si distingue dagli altri animali, dal dono del logos, quel mix di ragione e linguaggio, che ha permesso all’uomo di accumulare una sapienza che gli ha permesso di sopravvivere alle avversità e di evolversi nel tempo.

Ma torniamo al punto di domanda “Siamo esseri razionali?” la risposta è – Sì, lo siamo ma non così razionali come pensiamo. –

Talvolta l’errore risiede nel processo di pensiero, in altri casi invece nel contenuto o nel significato di quanto pensiamo.

Proviamo a capirci qualcosa di più: purtroppo tutti incorriamo nell’errore di pensare male il più delle volte lo facciamo in modo irrazionale.

La nostra mente non è un meccanismo perfetto per questo è necessario imparare a riconoscere le nostre imperfezioni.

Ecco cinque tipi di errori:

  1. Il nostro cervello ha tre funzioni basilari: conservare informazioni, processarle e fare scelte. Se il contenuto del nostro database non è buono, non riusciremo a pensare bene. A volte abbiamo immagazzinato nel corso del tempo informazioni pessime, ossia una serie di pregiudizi e stereotipi e questi rappresentano il substrato del nostro pensiero limitante.
  2. Errore di elaborazione nasce da cattive associazioni, quando ad esempio siamo convinti che esista una relazione positiva tra due elementi senza renderci conto che il più delle volte quella tipologia d’azione non è sempre giusta ma è solo data da un nostro automatismo.
  3. Gli errori strutturali nascono quando le informazioni presenti nella nostra testa non sono ben ordinate. Potremmo avere ottime informazioni ma non essendo catalogate secondo una logica sarebbe difficile recuperarle nel momento del bisogno
  4. Gli errori di gestione, sono quando siamo impossibilitati a portare a termine il nostro pensiero. In sostanza abbiamo le informazioni, sappiamo cosa fare e come fare ma per colpa della paura, improvvisamente ci blocchiamo.
  5. Gli errori di carico, la nostra mente può accettare numerose sfide ma quando è sovraccarica rischia di andare in cortocircuito.

Non disperate conoscere la nostra mente è un processo lungo ed infinto. Da oggi sappiamo che il nostro pensiero condiziona: quello che proviamo, quello che facciamo, quello che sentiamo, quello che ricordiamo, ciò che ci dà motivazione, quello che speriamo che accada.

Riconoscere ed evitare gli errori è solo un primo passo. Il cammino è lungo e faticoso, come disse Carl Gustav Jung:  Le persone potrebbero imparare dai loro errori, se non fossero così occupate a negarli”

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Francesco Sassano

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