Viviamo circondati da errori di pensiero

Molti nostri pensieri ci sembrano ragionevoli ma non lo sono assolutamente. Commettiamo parecchi errori, inconsapevolmente. Il dolore che provi per la perdita del tuo lavoro, per un tracollo economico, o per qualunque evento inimmaginabile, è un famoso bias retrospettivo, che ti fa credere che quanto avvenuto fosse facilmente prevedibile. Pensaci bene, in quel momento storico, forse hai fatto il possibile per non buttare via la tua relazione amorosa, per non perdere il tuo lavoro, eppure continui a rimproverarti e pensare a ciò che poteva essere fatto e non è stato fatto.

Tante volte selezioniamo i pensieri che ci tornano più comodi per confermare le nostre convinzioni. Selezioniamo i dati che ci tornano più utili, leggiamo i soliti giornali, ci confrontiamo sempre e solo con le solite persone. Non cerchiamo di mettere in discussione il nostro pensiero, anzi, affannosamente ricerchiamo conferme utili a cementificare le nostre convinzioni di partenza. Spesso cadiamo nella trappola mentale, di chi pensa che il suo pensiero è sempre giusto e diffuso, e non pensa minimamente di metterlo in discussione. I social network facilitano questa pratica, non a caso, tu scegli e selezioni le persone da seguire e quelle da eliminare. Like dopo like, condividi opinioni ed idee di chi la pensa come te, così facendo rischi di credere di possedere una buona visione d’insieme. Invece, non è affatto così, hai solo letto, condiviso idee, con chi la pensa esattamente come te. Non essendoci alcun contradditorio, nessuno potrà mai cambiare idea.

Sia chiaro, siamo esseri razionali, anche se a giudicare da certi comportamenti distruttivi, a volte non sembrerebbe. Tante volte siamo portati a sopravvalutare la nostra razionalità. A volte ci possono essere degli errori nel processo di pensiero, nel contenuto di quello che pensiamo. In altri casi siamo portati a pensare male, alcune persone sono eternamente pessimiste altre estremamente ottimiste. Nessuno è esente da errori. Leggo di tentativi di dominare la mente, di guru che promettono di controllare la nostra testa, bloccare i pensieri negativi per generare energie positive e condurci ad una vita ricca di soddisfazioni e successo. A mio avviso è una battaglia persa, è tutta roba che non vale niente, è una forma marketing spicciolo di chi usa le fragilità umane per vendere fuffa.

Certamente anni di meditazione, di percorsi spirituali, vicinanza a Dio, per chi ci crede: sono utili e possono aiutare a produrre un percorso umano ed introspettivo. Allo stesso tempo, tutto questo lavoro, può essere compromesso da una bottiglia di rum di troppo, da una frase che inginocchia il nostro Ego, o dal semplice bisogno di uscire per una volta fuori dagli schemi.

È meglio allora cercare di conoscere la nostra mente, i nostri meccanismi di pensiero, i nostri trascorsi invece di sforzarci di controllare il nostro cervello con pratiche di dominio, regole sovrascritte e torture. Già è una grande cosa quando impariamo a capire quando è il momento di fare un passo indietro, di non prendere decisioni affrettate, come quando respiriamo fino a 100 prima di rispondere ad un’offesa o provocazione. Se siamo capaci, a riconsiderare quello che solitamente pensiamo, se siamo capaci di rimetterlo in discussione non per quieto vivere, non per rassegnazione: siamo già a metà dell’opera.  Allora e solo allora, certe emozioni, certi pensieri, certe circostanze che possono provocare errori di valutazione da parte del nostro cervello potranno essere riconosciute e reindirizzate.  Come ho già avuto modo di scrivere: “Dobbiamo imparare a percepire cosa sentiamo di essere, chi siamo, dove siamo. Bisogna conoscere ciò, che ci circonda, riconoscere come reagire a ciò che ci è attorno, dobbiamo conoscere ciò che accade nel nostro corpo, avere un’idea chiara di quello che stiamo pensando, sentendo, desiderando e volendo”.Bisogna diventare esploratori della propria coscienza per non cadere nell’ennesimo errore di pensiero.

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Francesco Sassano

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