Viviamo in una società, ossessionata dalla logica del controllo del proprio corpo

Senza girarci intorno, l’ideologia dominante nella nostra società, è sempre più ossessionata dal mito della bellezza a tutti i costi.

Perché è così difficile accettare la vulnerabilità umana? Perché è sempre più difficile accettarsi così come siamo? E mi riferisco, più propriamente alle difficoltà ad amarsi partendo dall’accettazione del proprio corpo.

Le immagini pubblicitarie, i videoclip su YouTube, continuano a spettacolarizzare corpi perfetti. Attori, influencer e persone comuni ogni giorno esibiscono la propria fisicità.

Ho come impressione, che, mostrare un corpo curato, capace di difendersi dai segni del tempo diventa la prova di chi vuole esibire al proprio pubblico la sua capacità di tenere sotto controllo la propria vita. Proteggersi dal tempo che passa, curare il proprio corpo, significa valorizzarlo e prendersene cura.  E quindi se vado in palestra, se corro 1 h al giorno, ho come impressione di prendere per mano la mia vita. Il mio corpo curato è sinonimo di bellezza e attribuisce valore alla mia persona. Ne siamo sicuri? Funziona, proprio così?

L’essere attraenti, per molti è una vera e propria ossessione, la quintessenza della perfezione è l’illusione del sentirsi amati e ben visti dagli altri. Ci lasciamo abbindolare dal sentirsi amati se accettati. Ma la domanda da porsi a questo punto, è la seguente: Per chi lo fai? Per te stesso o per gli altri?

Anche se tutti, mi continuano a dire: “devi essere te stesso”, “devi fare solo quello che ti senti di fare”. Queste massime restano tali quando poi mi sento inadeguato davanti allo specchio. Diciamocela tutta, al di fuori di metafora: se la mia panza cresce, ed i miei muscoli diventano sempre più mollicci. Ho un maledetto senso di frustrazione. Ci vuole poco ad incontrare chi mi ricorderà che la bellezza è il mio valore. Più sei bello, più ti senti accettato. La bellezza significa magrezza. E di conseguenza, la retorica del “devi essere te stesso, devi piacere a te stesso” va a farsi fottere. Lì fuori, i messaggi, le immagini ci dicono il contrario. Siamo bombardarti, da mille vocine nascoste, che continuano a ripeterci: “Sei responsabile del tuo corpo, il tuo corpo deve essere pesato e controllato”.

Oggi: saper vivere, significa sapersi controllare

Oggigiorno, il saper vivere, significa sapersi controllare, il modello di pensiero imperante, impone l’essere bello, sano, desiderabile e sexy. È necessario analizzare e decostruire il tanto decantato concetto di autonomia personale. La sua strumentalizzazione, risiede nel motto : “sei libero di essere quello che desideri”.

Se non lo sei o non lo diventi:1) è colpa tua 2) non ti sei impegnato abbastanza per esserlo.

E alla fine: Che fine ha fatto la Mia libertà di scegliere chi voglio essere?

La conseguenza ultima è la paura di non farcela, di essere sempre un passo indietro, di non rispettare gli standard di bellezza. Infondo, tutti temono inaspettato, ne abbiamo così paura, che siamo pronti ad ogni tipo di controllo sul nostro corpo per neutralizzare ciò che percepiamo pericoloso. I comportamenti compulsivi con i quali cerchiamo di combattere la paura, a volte, generano un’angoscia più grande.

Troppe volte ho sentito dire: “La bellezza non è tutto”. È vero, sono d’accordo. Allo stesso tempo, non possiamo fare finta che avere un corpo attraente, approvato dagli standard egemonici è un privilegio, e rinunciare ai privilegi è sempre difficile.

Francesco Sassano

Francesco Sassano

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