L’uomo razionale: quanto è vero questo assioma?
C’è ancora chi pensa che l’uomo sia un animale razionale, un essere sempre capace di fare e dire quello che pensa, di assumersi la responsabilità.
È interessante notare che l’idea dell’uomo come animale razionale è stata a lungo dibattuta. Molti filosofi e pensatori sostengono che le emozioni, l’istinto e l’imprevedibilità spesso influenzano le decisioni umane più della pura razionalità. Inoltre, comportamenti irrazionali e scelte guidate da fattori sociali e culturali possono dimostrare che l’essere umano è complesso e non sempre guidato dalla logica. Questa visione più sfumata può portare a una comprensione più profonda della natura umana.
Si può ridurre un essere umano ad una somma di competenze?
Ho sentito troppe volte frasi del tipo: “Il cambiamento dipende da te, assumiti la responsabilità del cambiamento, nessuno lo farà per te, e cose simili”. Facile a dirsi ma difficile da realizzarsi, così su due piedi.
Se in parte, “assumersi la responsabilità” ha un ruolo nel cambiamento di contro è necessario considerare che l’essere umano è molto più complesso di una somma di competenze. Oltre alle abilità e alle conoscenze, ci sono emozioni, esperienze, valori e relazioni che contribuiscono a definire chi siamo. Le nostre storie private sono ricche di fragilità, di ferite aperte, c’è chi le cura come può e chi invece continua a trascinarsele dietro per tutta la vita. La nostra essenza è influenzata dai nostri contesti cultuali, sociali e personali, tutto ciò rende ogni individuo un mosaico unico di fattori.
Conclusioni:
Anche se le ferite si sono rimarginate con il tempo, le cicatrici restano e continuano a fare male dentro di Noi. Non basta leggere due frasi fatte su Facebook o un libro di Paolo Crepet per spiegarsi la vita, altrimenti si finisce per dire: “Tanto avevo ragione io”. La ricerca della ragione ad ogni costo non è per niente costruttiva e trasformativa. Anzi come ci ricorda un vecchio adagio comune dalle mie parti: ‘A raggiona è d’è fesse (“la ragione è degli stupidi”)